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IL SISTEMA TARRASCH CONTRO LA DIFESA FRANCESE
 
La Difesa Francese nasce come antidoto dei sistemi d'apertura in cui, agli albori degli studi delle aperture il Bianco riusciva ad ottenere vittorie brillanti per mezzo di combinazioni che sembravano affermare la superiorità dello spirito sulla materia. Spesso questa superiorità si manifestava con la forza dell'Alfiere bianco che da 'c4' prende di mira il punto 'f7', il più vulnerabile nelle vicinanze del Re avversario; ecco come viene concepita l'idea di erigere il muro f7-e6-d5 sulla diagonale di questo pezzo, togliendogli buona parte della sua potenzialità.
La nuova difesa non mancava di ottenere successi e nel campo avversiario crescevano le iniziative per trovare l'antidoto dell'antidoto. Lo schieramento dei Pedoni che agivano da barriera alle attività dei pezzi bianchi limitavano allo steso tempo anche lo sviluppo dei pezzi propri, si evidenziava innanzi tutto la difficile entrata in gioco dell'Alfiere campochiaro in 'c8' bloccato dal Pedone "francese" in 'e6'. È soprattutto su questo elemento negativo che il Bianco punta le sue speranze di - come disse il maestro ungherese Charousek degli ultimi anni dell'Ottocento - "sterminare" la Difesa Francese. Un'ambizione eccessiva, come dimostra a vitalità tutt'ora presente del sistema che ha certamente contribuito a modificare lo stile di gioco fino ad allora praticato ed a sviluppere i mezzi difensivi che oggi assumono pari dignità con quella del gioco combinativo.
La Difesa Francese rappresenta uno dei capitoli più vasti oltre che importanti dei giochi semi-aperti. Numerosissime sono le varianti e le sottovarianti, come numerosi sono se partite giocate a livello internazionale. Come quasi sempre accade nelle discussioni teoriche, per determinare quali sono le varianti più efficaci pro e contro l'apertura, anche nel nostro caso l'elemento decisivo è il gusto e la preferenza individuale. Il che mi permette anche a capire la scelta del Sistema Tarrasch come oggetto di questa monografia: nel mio database sono riuscito a rintracciare buona parte, se on tutta, delle mie partite giocate contro la Difesa Francese nei tornei internazionali. Delle 66 partite giocate col bianco in ben 19 avevo scelto la mossa 3.Cd2, e in 11 avevo vinto senza perderne alcuna. Un risultato che conferma la solidità e l'efficacia della variante e, naturalmente una buona compatibilità del mio stile di gioco.
Il libro si articola in quattro grandi capitoli - Libri, se volete:
Libro Uno          La Variante Tartakower (3....c5)
Libro Due          La Variante Rubinstein (3....dxe4)
Libro Tre           La Variante Guimard (3....Cc6)
Libro Quattro    La Variante Alekhine-Capablanca (3....Cf6)
All'inizio non pensavo di dover affrontare un lavoro tanto vasto - stampato in A4 il libro supera le 300 pagine - anche perché il mio scopo era quello di offrire ai giocatori i mezzi per affrontare la Difesa Francese con probabilità di risultati positivi. Il libro è nato, quindi, per combattere la Difesa Francese soprattutto dal punto di vista del Bianco, tralasciando il materiale non favorevole a lui. Tuttavia, più che un esposto enciclopedico di varianti volevo anche farne uno sforzo didattico inseminandolo di alcune perle di strategia. In alcune parti, almeno, credo che questo intento è stato raggiunto.
Giudicherà il lettore.
Mi è doveroso ringraziare l'amico Mauro Graziani che non solo mi è stato un prezioso aiuto nella correzione del testo e nell'impostazione informatica, ma mi ha anche aiutato ad evitare qualche errore concettuale.
 
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